Giovedì 15 giugno:


processione diocesana del Corpus Domini

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Una "Chiesa in uscita" con la benedizione delle famiglie

 

SAN DONATO IN POLVEROSA:

una "CHIESA IN USCITA" con le BENEDIZIONI

delle FAMIGLIE prima di PASQUA

 

A San Donato in Polverosa, questo è il quinto anno che la benedizione delle case fatta dai sacerdoti, che qualcuno pensa sia una tradizione sorpassata, una “consuetudine fuori tempo” che va ormai annualmente rinnovata nel tempo favorevole quaresimale e che ci interpella come una risposta al mandato di Cristo Risorto. 

Leggendo l’Evangelii Gaudium sul tema della “Chiesa in uscita” Papa Francesco ci stimola a sentirci inviati e portatori della gioia al mondo ferito dalla propria storia.  Una gioia è davvero gioia solo quando va generosamente condivisa come testimonianza. E quella di Pasqua dopo la risurrezione è “una gioia fuori l’ordinario” una gioia coinvolgente che i primi discepoli non hanno potuto trattenere “egoistamente” in loro, soprattutto dopo la grande disperazione e il vuoto lasciato nei loro cuori dalla passione e morte di Gesù.

Ricordiamo che, Gesù stesso, per proclamare il lieto annuncio del regno di Dio, lascia la sua abitazione di Nazaret. Egli non ha più una sua casa se non le case delle persone che lo accolgono liberamente e desiderosamente (Lc 9,58). Gesù non s’impone a nessuno. La sua è una “missione-proposta”. Non attende che le persone vengano a trovarlo; è lui che va loro incontro. Cosi non disdegna l’invito di gente disprezzata e malfamata di tipo Levi che gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola (Lc 5,29). Addirittura Gesù si autoinvita nella casa del pubblicano Zaccheo: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5).

Purtroppo, si nota che, agli occhi dei farisei, Gesù è stato sempre disapprovato entrando nella casa della gente giudicata pagana (Lc 19,7). Anche oggi i “benpensanti” disapprovano la consuetudine della visita pastorale di Pasqua, ma l’iniziativa di Gesù dando senso a quella di portare l’acqua benedetta nelle case e nelle famiglie è feconda di frutti di salvezza: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza” (Lc 19,9). Per questo e, solo per questo, Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare la lieta novella di casa in casa: In qualunque casa entriate, beneditela dicendo: “Pace a questa casa”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi (Lc 10, 5-6). 

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Annunciazione di Raffaellino del Garbo

 

L'ANNUNCIAZIONE di RAFFAELLINO DEL GARBO

e il CAPODANNO FIORENTINO

SABATO 25 MARZO, ORE 16:00

 


Fino all'avvento della riforma del calendario voluta da Papa Gregorio XIII nel 1582, che fissò il Capodanno al primo di gennaio, il 25 marzo fu per Firenze una data particolarmente importante perchè segnava, come in altre città italiane ed europee, l'inizio dell'anno civile secondo il computo, cosiddetto ab Incarnatione, cioè calcolato dalla ricorrenza liturgica dell'Annunciazione. L'affezione dei fiorentino per il "loro" capodanno era, tuttavia, tale che aspettarono fino al primo gennaio 1750 per adottare il calendario gregoriano, la cui applicazione fu stabilita per decreto del Granduca Francesco Stefano di Lorena. 

La conferenza, a cura della storica dell'arte Teresa Orfanello, si terrà sabato 25 marzo, alle ore 16:00, presso la nostra Chiesa di San Donato in Polverosa
Ingresso libero. 

Con il contributo della Regione Toscana.


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