Lunedi' 7 Agosto:


San Donato, martire

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Corpus domini

 

PROCESSIONE DIOCESANA del CORPUS DOMINI

GIOVEDÌ 15 GIUGNO 2017, ORE 20:30 


Giovedì 15 giugno ci sarà, come ogni anno, la processione del Corpus Domini, che attraverserà il centro della città.
 
Il programma prevede alle 20:30 la Celebrazione Eucaristica in Cattedrale presieduta dall'Arcivescovo, card. Giuseppe Betori, seguita poi dalla processione per le strade del centro,  fino ad arrivare alla Basilica di San Lorenzo, dove ci sarà la benedizione eucaristica.
 
Alla celebrazione sono invitati in modo particolare i bambini che hanno ricevuto quest’anno la Prima Comunione, con genitori e catechisti. Tutti i Ministri straordinari della Comunione e gli Accoliti sono attesi alle ore 20:00 in Duomo con il proprio camice per poter accedere allo spazio loro riservato.
 
Un’occasione per tutta la chiesa fiorentina di rendere testimonianza di fede alla città!
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Next stop... giovani!

 

NEXT STOP... GIOVANI!

I GIOVANI RACCONTANO IN MUSICAL DON MILANI E LA PIRA

 



L'Arcidiocesi di Firenze, i prossimi 10 ed 11 giugno, ha organizzato un evento al teatro della Pergola in cui i giovani di due compagnie teatrali della diocesi metteranno in scena due musical per celebrare il cinquantesimo ed il quarantesimo anniversario della scomparsa, rispettivamente, di don Lorenzo Milani e di Giorgio La Pira.

I due spettacoli,“Ultimo anch'io” e “Verso la Primavera”, si sono classificati al primo ed al secondo posto di “In scena la fede” 2015-2016, la rassegna di teatro amatoriale promossa dal centro diocesano di pastorale giovanile di Firenze.

Dare la parola (ma anche la musica ed il canto) ai giovani, a generazioni cioè che non hanno conosciuto direttamente queste due grandi figure, è sembrato il modo migliore per testimoniare l'attualità del loro pensiero e della loro opera.

I biglietti sono acquistabili nei punti vendita del circuito “Box office Toscana”; parte del ricavato sarà destinata ad un'opera educativa per ragazzi bisognosi sostenuta dall'associazione Agata Smeralda.

 

 

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Cammino sinodale della Chiesa fiorentina

 

La DIOCESI di FIRENZE INIZIA il CAMMINO SINODALE

MERCOLEDÌ 17 MAGGIO, ORE 21:00 (Santa Maria Ausiliatrice)

 

La diocesi di Firenze ha avviato, lo scorso 22 aprile, un «cammino sinodale» per riflettere sull’Esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium.
 
L’iniziativa risponde all’invito lanciato dallo stesso Papa Francesco proprio a Firenze, durante il discorso nella Cattedrale di santa Maria del Fiore in occasione del Convegno ecclesiale nazionale del 2015. «Permettetemi di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni – disse allora il Papa -: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». Nel suo discorso a Firenze il Papa espresse il desiderio di una Chiesa «inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti»; una Chiesa «lieta, col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza». «Sognate anche voi questa Chiesa» aggiunse. L’invito dell’arcivescovo di Firenze dunque è ad avviare un cammino di ascolto e condivisione: «Vogliamo creare occasioni di ascolto di ciascuno e di tutti, per giungere possibilmente a un consenso attorno ad alcuni essenziali spazi di azione su cui intervenire con scelte da condividere».
 
Per quanto riguarda il nostro vicariato di Porta al Prato sono stati organizzati tre incontri zonali che raggruppano più parrocchie tra loro vicine. Per la nostra parrocchia di San Donato in Polverosa, l’incontro è fissato per mercoledì 17 maggio, alle ore 21:00, presso la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (via Baracchini).
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Una "Chiesa in uscita" con la benedizione delle famiglie

 

SAN DONATO IN POLVEROSA:

una "CHIESA IN USCITA" con le BENEDIZIONI

delle FAMIGLIE prima di PASQUA

 

A San Donato in Polverosa, questo è il quinto anno che la benedizione delle case fatta dai sacerdoti, che qualcuno pensa sia una tradizione sorpassata, una “consuetudine fuori tempo” che va ormai annualmente rinnovata nel tempo favorevole quaresimale e che ci interpella come una risposta al mandato di Cristo Risorto. 

Leggendo l’Evangelii Gaudium sul tema della “Chiesa in uscita” Papa Francesco ci stimola a sentirci inviati e portatori della gioia al mondo ferito dalla propria storia.  Una gioia è davvero gioia solo quando va generosamente condivisa come testimonianza. E quella di Pasqua dopo la risurrezione è “una gioia fuori l’ordinario” una gioia coinvolgente che i primi discepoli non hanno potuto trattenere “egoistamente” in loro, soprattutto dopo la grande disperazione e il vuoto lasciato nei loro cuori dalla passione e morte di Gesù.

Ricordiamo che, Gesù stesso, per proclamare il lieto annuncio del regno di Dio, lascia la sua abitazione di Nazaret. Egli non ha più una sua casa se non le case delle persone che lo accolgono liberamente e desiderosamente (Lc 9,58). Gesù non s’impone a nessuno. La sua è una “missione-proposta”. Non attende che le persone vengano a trovarlo; è lui che va loro incontro. Cosi non disdegna l’invito di gente disprezzata e malfamata di tipo Levi che gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola (Lc 5,29). Addirittura Gesù si autoinvita nella casa del pubblicano Zaccheo: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5).

Purtroppo, si nota che, agli occhi dei farisei, Gesù è stato sempre disapprovato entrando nella casa della gente giudicata pagana (Lc 19,7). Anche oggi i “benpensanti” disapprovano la consuetudine della visita pastorale di Pasqua, ma l’iniziativa di Gesù dando senso a quella di portare l’acqua benedetta nelle case e nelle famiglie è feconda di frutti di salvezza: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza” (Lc 19,9). Per questo e, solo per questo, Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare la lieta novella di casa in casa: In qualunque casa entriate, beneditela dicendo: “Pace a questa casa”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi (Lc 10, 5-6). 

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