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Una comunita' parrocchiale al tempo del covid-19

 

UNA COMUNITÀ PARROCCHIALE AL TEMPO DEL COVID-19 

Bollettino Novembre 2020*

 


Questo schizzo del pittore Luigi Falai
, di cui abbiamo celebrato il funerale poche settimane fa, mi fa pensare alle pietre con cui la chiesa è stata costruita. Quando entro e osservo tutte queste pietre incastonate tra di loro, non c’è n’è una simile alle altre: per la forma, per la sfumatura del colore, per dimensione... L’arte del costruttore è di compattarle insieme per costruire un muro stabile. Le imperfezioni di ogni pietra vengono compensate dalla calce e dal cemento che tiene insieme le une e le altre, aggiustando quelle che rischiano di essere incompatibili tra di loro.

Come un muro, così anche la nostra comunità è il frutto di un meraviglioso lavoro realizzato dalla fantasia scapigliatissima dello Spirito Santo, per sostenere il terreno della nostra umanità così esposta a franare davanti ad ogni imperfezione. E’ lui il vero costruttore che deve continuamente fare opera di manutenzione davanti alle crepe e agli imprevisti che si presentano.

Com’è cambiato il ritmo della vita nelle famiglie, nell’economia, nella vita sociale, nelle scuole, nelle chiese...! Chi diventa più pauroso, chi si chiude in casa, chi per prudenza e rispetto dei nonni, cerca di frequentarli il meno possibile, chi diventa più irascibile, chi perde le diottrie della vista davanti al video, chi è costretto a fare turni pesanti come i sanitari, chi umilmente si offre per alleviare qualche bisogno ai vicini, chi è giovane e non vede l’ora di mettere a frutto tutte le energie... Bisogna adeguarsi alle nuove e sempre modificabili misure di contenimento del contagio.

Immagino il lavoro supplementare che lo Spirito Santo deve fare per adattare tutte le nostre imperfezioni per poter realizzare quella comunità vivente, mai perfetta, ma sempre solida, che è la Chiesa. Costruisce con tutte le nostre capacità e i nostri talenti, senza scoraggiarsi dei nostri limiti e dei nostri sbagli. Quando non si poteva celebrare in chiesa, Lui era indaffarato sui social e nelle celebrazioni in streaming. Non è la stessa cosa, è vero, ma penso alle celebrazioni che in Africa dovevamo fare una volta ogni due mesi poiché non si riusciva ad arrivare in ogni località. Eppure lui riusciva ad animare e incoraggiare tutte queste persone che durante due mesi vivevano con il desiderio di ritrovare la comunità vivente con il Signore della Vita. E che gioia esplodeva in quelle celebrazioni! Lui, lo Spirito Santo riesce ad essere operativo e a compensare tutti i nostri scompensi, che non sono solo quelli respiratori a causa delle aggressioni del coronavirus nei polmoni, ma di virus anche più temibili: l’indifferenza, l’accidia, le ingiustizie sociali, la violenza in tutte le forme della sua manifestazione... Si tratta di un lavoro smisurato! E lui ricolma le nostre imperfezioni e mancanze! E’ la potenza misericordiosa del perdono. Il sacerdote nel sacramento della riconciliazione dice: “...e il Signore, che ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace...”. E’ la bellezza di una comunità tenuta insieme dal lavoro mai terminato dello Spirito Santo!

 

*di padre Giuliano

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