Buona Settimana Santa a tutti voi!

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2 febbraio 2021

 

2 FEBBRAIO 2021

 


833 anni ci separano dal 2 febbraio del 1188. In quel giorno la chiesa di san Donato veniva consacrata dal vescovo di Ravenna. Da allora, almeno quaranta generazioni hanno avuto la gioia di vivere celebrazioni, di cantare canti, di far salire verso il Signore suppliche e desideri: le pietre e gli affreschi ne sono testimoni silenziosi! “Se le pietre parlassero” potrebbero raccontare le gioie delle famiglie per i battesimi, per le prime comunioni, per il grande dono dello Spirito Santo, per i matrimoni; le sofferenze per i defunti che sono stati riaffidati alle mani del Signore, per i tempi di guerre, di invasioni e di grandi calamità naturali e sanitarie che nei secoli passati hanno lasciato ferite profonde. Si dice che “il tempo è medicina” e con il tempo anche la nostra memoria selettiva cerca di eliminare quello che la storia passata ci ha insegnato. “La storia insegna, ma non ci sono allievi” … o sono cosi pochi!

E cosi questo invisibile, inafferrabile, subdolo virus è venuto a ricordarci che non siamo noi i dominatori del mondo e della storia. L’impertinente covid-19 cerca addirittura di modificarsi e di sfuggire ai nostri laboratori più sofisticati e all’avanguardia.

Chissà cosa dirà don Franco Bencini, nel vedere il suo san Donato con numeri contingentati nella festa patronale e, quest’anno, anche senza bandiere al campanile! 

Cosa presentiamo quest’anno al Signore? Tante difficoltà supplementari che le famiglie sono chiamate ad affrontare, paure che serpeggiano nei nostri cuori, speranze che fanno capolino nonostante tutto, come i bucaneve che colorano il mantello bianco della neve quando incomincia a sciogliersi. La Parola del Signore viene a donarci delle certezze nella storia che stiamo vivendo: “I miei occhi han visto la tua salvezza: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo.”. Il Signore infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. La stirpe di chi sa affidarsi e proprio perché si affida a Dio, che è Amore, riesce a prendersi cura e a trasmettere Amore. Sì, il Signore ha preso la nostra carne, è entrato nella storia tortuosa della nostra umanità ed è in grado di venire in aiuto a noi che siamo nella prova.

La festa patronale di san Donato ci ricorda che siamo anche noi luce che risplende in mezzo alle genti, luce la cui fonte di energia viene dall’essere uniti alla sorgente, al Signore della Vita.

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