PIEDALANDO

 


Nell’anno iacobeo 2021, il servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Firenze propone agli adolescenti e ai giovani l’opportunità di cambiare passo con Piedalando: un pellegrinaggio verso Pistoia, la “Piccola Santiago”, attraverso le strade della Toscana. Un percorso a piedi o in bicicletta, con arrivo per sabato 11 settembre.

Una bellissima occasione per distaccarsi dalla solita quotidianità e riscoprire l’amicizia, la fraternità, il rispetto della natura, ma anche la fatica, l’essenzialità, la gioia delle piccole cose.

Sono proposte tre modalità di partecipazione adatte ad adolescenti o giovani, con più o meno tempo a disposizione: per i ragazzi dai 14 ai 16 anni, in bicicletta, con partenza la mattina stessa da Firenze; per i giovani dai 17 ai 30 anni, due giorni a piedi, con partenza venerdì 10 settembre da Firenze; per i giovani dai 18 ai 30 anni, sei giorni a piedi, con inizio domenica 5 settembre da Siena.

Per maggiori info: giovani.diocesifirenze.it/piedalando
Le iscrizioni aperte fino al 31 luglio, tramite il modulo online: CLICCA QUI!

Diventa anche tu un pellegrino sui passi di San Jacopo!

 

 

 

VEGLIA PASQUALE 2021

SABATO 3 APRILE, ORE 19:30

Parrocchia San Donato in Polverosa

 

 

PER SCARICARE IL LIBRETTO, CLICCA QUI

 

 

 

 

 

 

GRAZIE MAURO!

 


Tra pochi giorni celebriamo la festa di san Giuseppe, sposo di Maria. Gli evangelisti Luca e Matteo lo definiscono: uomo giusto. Nulla di più e nulla di meno. Non ci riportano nessuna sua parola. È l'uomo al servizio... nell'obbedienza a dei suggerimenti divini, appena rintracciabili nella coscienza.

La sua festa possiamo metterla in relazione con il nostro caro Mauro Landozzi che ci ha lasciati dopo aver combattuto con il virus del momento. La nostra comunità parrocchiale lo conosceva per i suoi servizi svolti con fedeltà e tanta discrezione. Se non c'era nessuno durante la celebrazione per leggere, Mauro si alzava discretamente e proclamava la Parola di Dio. Conosciamo la sua voce non tanto per le conversazioni molto essenziali che intratteneva quanto per la Parola che proclamava. Andava volentieri a portare la comunione agli ammalati fino a quando la pandemia ce lo ha permesso. Alla fine della messa, senza tante parole, andava  a prendere il necessario per la sanificazione dei banchi ...e alla fine, sempre con grande discrezione si eclissava. Era un uomo presente nel servizio! Tutta la comunità parrocchiale di san Donato si stringe attorno alla moglie Simonetta e ai figli Cristiana e Alessandro, per ringraziare il Signore per tutto quello che ha potuto vivere nella sua famiglia e lo affidiamo alle mani del Signore che lo accoglie ora come il "servo giusto". La sua testimonianza di fedeltà è un dono prezioso per tutti noi!
 
I funerali si terranno sabato 6 marzo, alle ore 10:00. 

 2 febbraio 2022

 Festa patronale di San Donato nell’anniversario dell’834° anno dalla consacrazione della chiesa.

 La Santa Messa delle ore 18,00 in diretta (clicca qui)


Anche quest’anno siamo costretti a festeggiare con le misure di contenimento imposte dalla pandemia. Ma questo non toglie la gioia di portare la testimonianza di luce e di speranza nel contesto della nostra città, delle nostre famiglie, del mondo che ci circonda. “Da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. ... E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori“ (Papa Francesco).

“Stringendovi a Lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, … per mezzo di Gesù Cristo…”(1 Pietro, 2,4). Siamo pietre viventi!

 Cosa stiamo costruendo con le nostre esistenze? Questa domanda è molto concreta. Anche se non siamo architetti o ingegneri, stiamo costruendo insieme una realtà meravigliosa: la chiesa vivente. Siamo uniti e collegati dall’opera dello Spirito Santo, che, come sapiente e lungimirante architetto, utilizza le nostre diversità e i nostri carismi per un’opera comune. Una chiesa non delimitata da muri, ma sospinta e sostenuta dal soffio dello Spirito. La chiesa nel mondo attinge la sua energia dall’Eucaristia, memoriale dell’amore e della misericordia di Dio che ci sono stati manifestati dalla vita di Gesù; Eucaristia accolta e condivisa con ogni “prossimo”, comprese le persone più fragili, povere, sofferenti, sole … che si presentano sulle strade delle nostre esistenze.

Il cristiano è “uomo della memoria grata” (Papa Francesco). Una memoria che, nel nostro caso, abbraccia 834 anni. Memoria “grata” perché ringrazia e vive nello stupore e nella meraviglia di quella storia in cui affondano le nostre radici. La festa patronale ci riporta alle radici del passato per proiettarci in avanti. Questo è il nostro tempo, caratterizzato anche da pandemia. Al povero Renzo che vorrebbe uccidere il perfido don Rodrigo, che giace ormai impotente nel lazzaretto tra gli appestati, frà Cristoforo gli dice: “Può esser castigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì, lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto…”.

 Che la gioia di questa memoria ci aiuti a "uscirne migliori"!

 2 febbraio 2022

Presentazione al tempio di Gesù.

 Festa patronale di San Donato nell’anniversario dell’834° anno dalla consacrazione della chiesa.

 Giornata mondiale della vita consacrata.

 


Anche quest’anno siamo costretti a festeggiare con le misure di contenimento imposte dalla pandemia. Ma questo non toglie la gioia di portare la testimonianza di luce e di speranza nel contesto della nostra città, delle nostre famiglie, del mondo che ci circonda. “Da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. ... E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori“ (Papa Francesco).

“Stringendovi a Lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, … per mezzo di Gesù Cristo…”(1 Pietro, 2,4). Siamo pietre viventi!

 Cosa stiamo costruendo con le nostre esistenze? Questa domanda è molto concreta. Anche se non siamo architetti o ingegneri, stiamo costruendo insieme una realtà meravigliosa: la chiesa vivente. Siamo uniti e collegati dall’opera dello Spirito Santo, che, come sapiente e lungimirante architetto, utilizza le nostre diversità e i nostri carismi per un’opera comune. Una chiesa non delimitata da muri, ma sospinta e sostenuta dal soffio dello Spirito. La chiesa nel mondo attinge la sua energia dall’Eucaristia, memoriale dell’amore e della misericordia di Dio che ci sono stati manifestati dalla vita di Gesù; Eucaristia accolta e condivisa con ogni “prossimo”, comprese le persone più fragili, povere, sofferenti, sole … che si presentano sulle strade delle nostre esistenze.

Il cristiano è “uomo della memoria grata” (Papa Francesco). Una memoria che, nel nostro caso, abbraccia 834 anni. Memoria “grata” perché ringrazia e vive nello stupore e nella meraviglia di quella storia in cui affondano le nostre radici. La festa patronale ci riporta alle radici del passato per proiettarci in avanti. Questo è il nostro tempo, caratterizzato anche da pandemia. Al povero Renzo che vorrebbe uccidere il perfido don Rodrigo, che giace ormai impotente nel lazzaretto tra gli appestati, frà Cristoforo gli dice: “Può esser castigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì, lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto…”.

 Che la gioia di questa memoria ci aiuti a "uscirne migliori"!

 

 
 
GRAZIE RACHELE!
 
 

Una voce chiara e conosciuta: quella di Rachele Nuvoloni che saliva all'ambone per proclamare la Parola del Signore durante le celebrazioni alle quali partecipava con gioiosa fedeltà. O anche per animare il rosario durante i mesi di maggio e ottobre. La sua competenza come infermiera era apprezzata e lei, discretamente, svolgeva questo servizio di volontariato senza vantarsene ad alcune persone che glielo chiedevano. Varie tovaglie dell'altare di san Donato conoscono la qualità delle sue mani laboriose. Le prove e gli imprevisti della vita e della sua salute non gli avevano tolto quel buon umore e la serenità che riusciva a trasmettere anche con il semplice dono di una caramellina!
 
Fedele e tenace fino all'ultimo giorno della sua vita accanto ad Andrea e alla sua famiglia. E così, improvvisamente, senza disturbare nessuno, è passata da questa vita terrena a quella eterna. La comunità parrocchiale di san Donato, pregando il Signore, ti ringrazia e sicuramente noi, ora che sei accanto alla fonte della Vita e della Gioia vera, abbiamo più bisogno ancora del tuo intervento presso il Padre per il bene di ogni creatura! Grazie!
 

 

UNA COMUNITÀ PARROCCHIALE AL TEMPO DEL COVID-19 

Bollettino Novembre 2020*

 


Questo schizzo del pittore Luigi Falai
, di cui abbiamo celebrato il funerale poche settimane fa, mi fa pensare alle pietre con cui la chiesa è stata costruita. Quando entro e osservo tutte queste pietre incastonate tra di loro, non c’è n’è una simile alle altre: per la forma, per la sfumatura del colore, per dimensione... L’arte del costruttore è di compattarle insieme per costruire un muro stabile. Le imperfezioni di ogni pietra vengono compensate dalla calce e dal cemento che tiene insieme le une e le altre, aggiustando quelle che rischiano di essere incompatibili tra di loro.

Come un muro, così anche la nostra comunità è il frutto di un meraviglioso lavoro realizzato dalla fantasia scapigliatissima dello Spirito Santo, per sostenere il terreno della nostra umanità così esposta a franare davanti ad ogni imperfezione. E’ lui il vero costruttore che deve continuamente fare opera di manutenzione davanti alle crepe e agli imprevisti che si presentano.

Com’è cambiato il ritmo della vita nelle famiglie, nell’economia, nella vita sociale, nelle scuole, nelle chiese...! Chi diventa più pauroso, chi si chiude in casa, chi per prudenza e rispetto dei nonni, cerca di frequentarli il meno possibile, chi diventa più irascibile, chi perde le diottrie della vista davanti al video, chi è costretto a fare turni pesanti come i sanitari, chi umilmente si offre per alleviare qualche bisogno ai vicini, chi è giovane e non vede l’ora di mettere a frutto tutte le energie... Bisogna adeguarsi alle nuove e sempre modificabili misure di contenimento del contagio.

Immagino il lavoro supplementare che lo Spirito Santo deve fare per adattare tutte le nostre imperfezioni per poter realizzare quella comunità vivente, mai perfetta, ma sempre solida, che è la Chiesa. Costruisce con tutte le nostre capacità e i nostri talenti, senza scoraggiarsi dei nostri limiti e dei nostri sbagli. Quando non si poteva celebrare in chiesa, Lui era indaffarato sui social e nelle celebrazioni in streaming. Non è la stessa cosa, è vero, ma penso alle celebrazioni che in Africa dovevamo fare una volta ogni due mesi poiché non si riusciva ad arrivare in ogni località. Eppure lui riusciva ad animare e incoraggiare tutte queste persone che durante due mesi vivevano con il desiderio di ritrovare la comunità vivente con il Signore della Vita. E che gioia esplodeva in quelle celebrazioni! Lui, lo Spirito Santo riesce ad essere operativo e a compensare tutti i nostri scompensi, che non sono solo quelli respiratori a causa delle aggressioni del coronavirus nei polmoni, ma di virus anche più temibili: l’indifferenza, l’accidia, le ingiustizie sociali, la violenza in tutte le forme della sua manifestazione... Si tratta di un lavoro smisurato! E lui ricolma le nostre imperfezioni e mancanze! E’ la potenza misericordiosa del perdono. Il sacerdote nel sacramento della riconciliazione dice: “...e il Signore, che ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace...”. E’ la bellezza di una comunità tenuta insieme dal lavoro mai terminato dello Spirito Santo!

 

*di padre Giuliano

 

LA CHIESA FIORENTINA IN CERCA DI PERLE PREZIOSE

 


La Chiesa fiorentina è #inCercadiperlepreziose!

Ispirati dalle parole del nostro Cardinale Arcivescovo Giuseppe nella sua lettera dello scorso 24 Aprile, ecco un nuovo spazio in cui raccogliere le esperienze frutto di questi mesi di lockdown, per traghettarle nella pastorale del futuro.

“Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà”: ancora una volta, le parole di Papa Francesco ci invitano a scoprire nella nostra vita l'opera dello Spirito Santo che lascia perle preziose!

Anche tu, se vuoi, puoi condividere la tua esperienza...

Visita la nuova pagina della Diocesi per rimanere collegato! http://perlepreziose.diocesifirenze.it/

 

LA LETTERA DEL CARD. BETORI AI FEDELI

PASQUA 2020

 

"Ho pensato che come vescovo non potevo non dire una parola di orientamento e di conforto al mio popolo". Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori, nella lettera rivolta ai fedeli in preparazione alla Pasqua. 


"La pandemia che sta sconvolgendo il nostro Paese e il mondo - scrive Betori - è entrata all’improvviso con i suoi effetti anche nelle nostre vite e ci ha costretto a mettere da parte comportamenti consolidati e a dare forma nuova alle nostre giornate."

La rinuncia a partecipare ai sacramenti, ricorda l'arcivescovo, "è un atto di carità: non lo dimentichiamo! È esprimere nella vita quella carità che è il cuore e il frutto dei sacramenti". "Sappiamo  - spiega Betori - che questo sacrificio lo stiamo facendo per responsabilità sociale, anzi come un atto di carità verso i nostri fratelli più fragili, che verrebbero travolti dall’ulteriore diffusione del virus, come pure verso coloro che se ne prendono cura, nella sanità e nel volontariato, a cui non possiamo chiedere di caricarsi di ulteriore fatica in un impegno giornaliero già molto gravoso".

Betori propone quindi un itinerario spirituale per vivere la Settimana Santa, che si apre con la Domenica delle Palme: "Non potendo compiere i gesti esteriori della partecipazione ai riti, non manchi questa partecipazione della mente e del cuore, per tenerci uniti a quanto il Padre ha fatto per noi nel suo Figlio e a vivere la comunione tra noi in un legame spirituale che la separazione fisica non deve distruggere, ma piuttosto rafforzare, in vista di quando potremo e dovremo dare più profondo significato, più viva partecipazione e più concreta proiezione nella vita alle celebrazioni assembleari che riprenderemo non appena ce ne verrà data la possibilità".

E l'esortazione ai fedeli, "a unirsi spiritualmente alle celebrazioni, avvalendosi anche della possibilità di seguire quelle del Santo Padre, trasmesse dalle reti televisive, in particolare Tv2000, e poi quelle che, collocate appositamente in orari diversi, presiederò nella nostra Cattedrale, visibili nei siti della diocesi, di Toscana Oggi e di Radio Toscana. Agli stessi fedeli, in particolare alle famiglie, segnalo che la diocesi sta diffondendo sussidi per la preghiera in casa".

Infine, uno sguardo al futuro: questi tempi difficili devono "cambiare i nostri occhi e il nostro cuore e, a cominciare da oggi per continuare dopo, a vivere con negli occhi lo stupore e nel cuore la gratitudine. Ma la consapevolezza di vivere nel dono deva anche far maturare la responsabilità di farci dono agli altri".

Grati al nostro Arcivescovo per le parole che ci invia, e che ci aiuteranno a vivere questa Settimana Santa! Per leggere il testo completo, clicca qui.